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Un sito nato dal mio spirito ipercritico suscitato da una frequente reazione di rassegnazione sarcastica nei confronti di alcuni episodi del quotidiano... MoTTo DeL SiTo: Un grido si eleva nell'altro dei cieli...

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Mariano Apicella a pari merito con Emilio Fede.. in quanto a leccaculo non li batte nessuno..

3° classificato:

Gigi D'alessio che scrive canzoni x i programmi monotematici della De Filippi.. a pari merito con Costanzo, ke ha il monopolio di canale5

4° classificato:

Quella gran brava ragazza di Alessia Fabiani quando si dichiara una "bellezza autentica" e non di meno quando nega i suoi innumerevoli flirt...

5° classificato:

Flavia Vento durante i discorsi per la margherita..una donna senza speranze

6° classificato:

Il bagaglino...il programma meno divertente sulla faccia della terra, che la mediaset si ostina a riproporci ogni anno (evidentemente in funzione di qualche rito scaramentico che noi ignoriamo)..con showgirls sempre più sfacciate e comici sempre più decrepiti...(per fortuna un altro paio d'anni e il cast si estinguerà per vecchiaia)

7° classificato:

La Lecciso..un portento tutto "nature", sbocciato dalle floride campagne pugliesi...con una nota di merito per la faccia tosta esibita nell'unica posa artistica di cui è capace in ciascun balletto (..chiaramente escludendo le sue prodezze in camera da letto)

8° classificato:

Paris Hilton...la più facoltosa delle oche giulive..che dopo averci fatto una testa così sul "meglio cambiare, no?" ha deciso di prendersi in parola e intraprendere la carriera di carcerata..A pari merito la sua compagna di sbornia Britney

9° classificato:

Costantino...dato che ancora non si è capito che cazzo ci faccia in tv e perchè abbia tanto quest'aria di perbenista latinlover (quando poi è risaputo che per diventare famoso s'è fatto inculare da un pò di esperti del settore)..

10° classificato:

I cantanti neomelodici e tutta la marmaglia di cuozzi che li imitano (che in segno di appartenenza si fanno ritrarre in foto nella catartica posa del bacio sul dito)a pari merito con vrenzole che alle 8 del mattino puliscono casa con questa squallida musca a tutto volume

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Ma non capita tutti i giorni d’incontrare una tipa che ti ascolta prima di parlare, che ama quello che ami, che odia quello che odi, che non passa la vita davanti allo specchio... che non te la fai in un momento... che non gli frega del tuo aspetto ma che ti guarda dentro... che ha una faccia da gatta quando ti guarda, ma se s’incazza sa essere crudele e bastarda.. che in tutto quello che fa é stilosa e originale, che se stai con lei ti fa sentire un po' speciale... che quando si da lo fa con calore, che non scopa mai ma fa solo l’amore... così ecco il mio segno, il mio ricordo ritmato, sputato, su questo giro di basso... e qui lo lascio per ogni volta che lo vorrai sentire... ed é solo per te e per chi lo sa capire...

martedì, 13 gennaio 2009

Anno nuovo... Grande Fratello nuovo.... casi umani pressocchè gli stessi.
Come consuetudine, anche quest'anno lo spessore intellettivo degli italiani si riflette nella partecipazione di alcuni elementi di spicco della nostra società nell'ambito della fauna domestica della trasmissione di canale 5 ( che, ricordiamo, nel 2000, gareggiando contro quark e la macchina del tempo, vinse il telegatto in qualità di programma culturale dell'anno....e abbiamo detto tutto).
 
Ed ecco nel sottostante elenco una breve rappresentazione dei personaggi del Grande Fratello 9:
 
1) Un paio di tette - Direttamente dal lettino del chirurgo estetico, nel pieno vigore della loro sesta misura, le più inquadrate della puntata. Si narra la proprietaria abbia anche un volto.
2) Un fornaio rattuso - Si sveglia alle 2 del mattino e a furia di sfornare pagnotte ha acquisito una particolare predilezione per le pugnette. Sembra che per ammirare al meglio la vista della prima "duplice" concorrente si sia messo a fare il cameramen.
3) Una delle piccole donne - Dalla versione aggiornata romanzo omonimo di Louisa May Alcott, l'assistente sociale dello zen di Palermo ha sposato in pieno la causa e ha deciso di abbandonare le commoventi situazioni dei bambini orfani per dedicarsi al tentativo di recupero dei soggetti della casa.
4) Una abratjour adornata -  Oggetto dalle qualità vocali scimmia urlatrice-simili, è dotata di accessori di ricambio quali "cuffietta rosa pennacchiosa, para lume in plexiglass, fermaglio funebre di Camilla Parker Bowles, catenella in stile barocco collegata al water". Leggere attentamente le istruzioni prima dell'uso.
5) Un menomato - Entrato in seguito ad una democratica elezione (l'abadjour ha costretto le altre 2 a votarlo, pegno una giornata col suo fermaglio funebre) ancora non ha capito di essere un concorrente, e vaga nella casa per trovare il carceriere di questo ricovero di pazzi.
6) Una pasionaria - Dalle dubbie sorti della compagnia aerea Alitalia, dopo aver pubblicamente manifestato con un cappio al collo in segno di protesta, sembra abbia definitivamente deciso di suicidarsi dopo aver preso atto del quoziente intellettivo medio dei restanti concorrenti.
7) L' Ambrogio di casa Savoia - Stanco di pulire il culo al cane del principe Filiberto (Pier Costanzo Bernardo Doggy Baus), ha finalmente deciso di riscattarsi con un ruolo più congeniale al suo temperamento servile: si è infatti proposto in qualità di paravento durante le performance di salto con la corda della prima concorrente.
8) Il pezzotto di Inzaghi - Colui che ha dichiarato apertamente di "non essere mai stato rifiutato da una donna", partecipa ora al programma per superare se stesso, cercando di totalizzare un numero pressocchè nullo di rifiuti da parte degli uomini. Su quello del menomato abbiamo ancora dei dubbi.
9) Un clandestino  - In attesa di permesso di soggiorno, ha preventivamente deciso di trovare rifugio dal rimpatrio nella casa, ben nota per aver costituito in passato un covo di protezione per ricercati dalla legge (vedere il caso di Raniero).
10) La versione bionda di Mariangela - Definita nel filmato di presentazione "la sexy farmacista", è prontamente stata confusa dal pubblico per un artefatto televisivo, dovuto all'interferenza del programma super quark.  Niente paura: il rimedio per tenerla lontana e porsi nelle vicinanze di un serpente.
11) Il nipote di Carlo Capponi - Proviene direttamente dall'isola dei famosi, dove ha soggiornato all'ombra dei riflettori, perennemente puntati sul caso ben più disperato dello zio bidello. Ben lontano dal prototipo comune di "surfista fighissimo", non poteva non essere reclutato tra i casi umani di questa edizione.
12) Una barista - Voci di corridoio sembrano volerla come il risultato di un esperimento genetico mirato a renderla fenotipicamente assimilabile ad una delle celebri bambole Blythe per un capriccio puerile della madre.
13) Un giullare aspirante pornodivo - La testimonianza vivente che se pure vivi 20 anni in America, la cadenza del cuozzo non la perderai mai. Un fareniello tutto made in Naples dalle mire pretenziose e dalle tattiche demodè. Profondamente attratto dal fascino delle bionde, sembra si sia affrettato a smentire questa sua preferenza al lusingarsi della farmacista compaesana. 
14) La strega - Dopo essere riuscita a sfuggire all'esecuzione della condanna al rogo durante il Medioevo, ha convocato le forze della magia nera per farsi teletrasportare fino ai giorni nostri. Appena giunta nella casa, ha telepaticamente colto il desiderio comune di confinare nella periferia della casa quella creatura antropomorfa dalle tonalità starnazzanti e si è fatta scudo con un serpente.

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lunedì, 18 agosto 2008

CONSIGLI PER GLI ACQUISTI

Era così che un tempo li si annunciava durante le trasmissioni di Mike Buongiorno... Inizialmente assimilabili ad un intervallo di carosello, pian piano gli spot si sono fatti sempre più simili ad un bombardamento visivo e acustico, che tra dati, messaggi e jingle, in un modo o nell'altro incollano il telespettatore allo schermo.
Costruire oggi una pubblicità che colpisca nel segno è un'impresa difficile, soprattutto dal momento che  praticamente nulla più desta stupore, e che qualunque cosa ci sembri fritta e rifritta... E' diventato quindi indispensabile fare capo alla tendenza opposta: anzichè meravigliare, il dogma diventa formulare uno spot che si riconduca alla vita di tutti i giorni, che possa in qualche modo rappresentare un tormentone da riproporre automaticamente, involontariamente, quasi a fare verso subliminalmente al prodotto a cui ci si riferisce.
Tra gli esempi più lampanti il "buonaseeeeera" dello slogan fiat, preceduto dalla memorabile "allora sai cosa ti dico?? che adesso esco e vado col primo che incontro!"... Un intercalare che ha man mano preso piede rimandando di continuo alla buffa faccia del tizio appostato fuori la porta della bella riccioluta...

Tra le frasi più celebri non possiamo fare a meno di ricordare quelle che inneggiano direttamente al prodotto, come:

"fonzies, se ti lecchi le dita godi solo a metà", in cui un'azione non proprio da manuale di galateo, viene portata in voga come uno status da seguire..
"nastro azzurro, c'è più gusto ad essere italiani", in cui si tende a dare l'idea che il senso di appartenenza alla propria patria venga testimoniato dalla birra che bevi.

Ancora altre pubblicità vengono ricordate per l'interprete che le sponsorizza:

vedi la Omnitel con l'australiana tutta curve, Megan Gale, ormai storica icona dell'operatore telefonico;
o ancora George Clooney, che se non si scola prima mezzo litro di Martini non può andare alla festa...

C'è invece chi adopera l'espediente della musica, sfruttando spesso la base di canzoni affermate, per far si che lo slogan rimanga più impresso quasi riskiando di sostituire nell'ideale comune il testo della canzone originaria: questo è il caso di
"le patate le patate, con in mezzo manzotin"
"splendido fondente, non ti passa mai di mente..." cantato da Serena Autieri
o la ormai celeberrima "pa- pa pa- pa parmigiano re, re re re, re re reggiano o".

Altri spot si rendono famosi per la loro sottile paradossalità: un esempio è fornito dal "grazie mamma" dello slogan simmenthal,quando è abbastanza lecito indignarsi se tua madre anzikè cucinarti unafumante parmigiana di melanzane abbrustolita con provola sciolta si spreca a  rigirarti nel piatto una confezione di carne in scatola melmosa...
Non da meno è la pubblicità del detersivo che servirà a lavare la casa della sorridente signora, lieta di far entrare in casa propria un idraulico che esordisce con "Salve, prendo il tubo e trascino un po’ di schifezze poco igieniche sul pavimento", seguito da  ingresso di bambino intinto nella palude..



Ancora, abbiamo pubblicità che si tipizzano per un immagine, un simbolo in particolare, un elemento caratteristico, come nel caso del pupazzo giallo seduto in auto, nello spot della levis di qualche anno fa, o ancora il camaleonte verde dei sofficini , o ancora il capitano per i bastoncini findus...

Ritorno alle origini

Ma l'ultima frontiera del colpo nel segno è da attribuire a una tattica tutt'altro che innoviativa, forse romanticamente retrò.. Trattasi dell'adozione di vere e proprie messe in rima che non hanno niente da invidiare alle spremute di cuore delle canzoni per adolescenti; una sorta di connubio tra tiziano ferro e giosuè carducci.
Nasce così il filone dei poeti mercenari.. quelli che oserei definire i menestrelli della vendita al dettaglio, coloro che riescono a esprimere la propria vena creativa con suggestivi assemblamenti di parole volti ad esaltare le caratteistiche di un prodotto... Ed è così che si rivela indispensabile per me lasciare qui di seguito un appello a coloro che abbiano notizie circa questi geni incompresi dell'arte su commissione, perchè io ancora mi domando come ci si possa ispirare ad un biscotto per creargli attorno quel suggestivo velo di misticismo.. Non solo, ma addirittura il riuscire a partorire una specifica composizione a seconda delle diverse caratteristiche organolettiche ndel prodotto...ma è geniale!

Stralci di arte contemporanea

Sulla confezione dei pan di stelle è riportata la seguente novella:
"le stelle si divertono a giocare e a rincorrersi...Le più birichine si tuffano tra i petali di cielo per creare nella tua tazza una dolce magia di cacao"
Doti di tal livello sono degne di pubblicazione su apposite raccolte, piuttosto che su scatole alimentari.

Capolavori dello stesso livello, se non più sublimi, sono asrivibile anche al genio incompreso delle patatine san carlo, che per quanto riguarda la versione "rustica" di queste afferma:


Col doppio di spessore,
le righe han più sapore.
Reginetta di campagna,
sono florida e pienotta.
Ti rapisco di piacere
nelle onde del sapore.
Un amore antico e vero
che si morde senza freno.

Ancora, in merito alle "sticki:"

Fiammiferi croccanti,
allegri e stuzzicanti.
Siamo mille bastoncini,
tutta luce saltellante.
Ti accendiamo la giornata
con il gioco più frizzante.
Siamo amici croccolosi,
tanti, buoni e vanitosi.

Cè, vi prego, venite in mio soccorso... ma la licenza poetica per il termine "croccoloso" vorreste forse negargliela??????
Per non parlare della versione accattivante, quasi erotica, della "classica":
  


Son dorata, son croccante,
se mi prendi non resisti.
Noi due soli o in compagnia,
ti stordisco d'allegria.
Tutto sogna intorno a me,
quando volo via con te.

O ancora, una versione pseudo-pornografica  inneggia alle patatine "grill":

La griglia traforata
gustosa e delicata.
Son tutta traforata,
un ricamo di sapore.
Ti catturo nella rete
per ballare insieme a te.
Dai buchini guardi il mondo
che ti sembra ancor più tondo

Per i più devoti, non è trascurato l'aspetto esorcizzante del prodotto, per cui consiglio vivamente le patatine "light":

La caloria si scampa
piacere senza colpa.
Sono un’ala lieve lieve,
tutto gusto d’innocenza.
Orchi grassi e calorie
li ho cacciati tutti via.
Il mio sale vien dal mare,
una brezza per danzare.

Voglio proprio sapere se quel portento del signore Siffredi, con tutti i tipi di patate ke ha visto, è in grado di partorire capolavori del genere...

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giovedì, 14 febbraio 2008

San Valentino: festa degli innamorati

E così anche quest'anno fervono i preparativi per questa giornata che molti attendono di vivere con ansia, altri ignorano, e altri ancora, addirittura, detestano con tutto se stessi. Io, indubbiamente, in linea con il mio cinismo conclamato, mi colloco tra questi ultimi... Voglio però provare a cogliere quali siano i motivi che fanno si che questa festività sia così ben radicata nella nostra società, anche se quasi esclusivamente da un punto di vista consumistico.

Cenni storici:
Il 14 febbraio di ogni anno, fino al quarto secolo A.C. era solito, tra i romani pagani, rendere omaggio, con un singolare rito annuale, al dio della fertilità, Lupercus. I nomi delle donne e degli uomini che adoravano questo Dio venivano messi in un'urna e opportunamente mischiati. Quindi un fanciullo sceglieva casualmente alcune coppie che per un intero anno avrebbero vissuto in intimità affinchè il rito della fertilità fosse concluso. L'anno successivo sarebbe poi ricominciato nuovamente con altre coppie.
Determinati a metter fine a questa primordiale vecchia pratica, i padri precursori della Chiesa hanno cercato un santo "degli innamorati" per sostituire il deleterio Lupercus. Così trovarono un candidato probabile in Valentino, un vescovo che era stato martirizzato circa duecento anni prima. E così tale giorno ha cominciato ad essere conosciuto come la festa dell'amore in antitesi a quella che inneggiava alla promisquità.
Questa festa venne istituita nel 496 da papa Gelasio I, ispirandosi al messaggio d'amore diffuso dall'opera del santo.
Ecco quindi dimostrato in primo luogo come ciò che apparentemente dovesse costituire un esaltazione di un sentimento tanto nobile è in realtà il frutto dell'ennesimo sabotaggio ecclesiastico, volto a tamponare, fin quanto possibile, ciò che è carnale, contrapponendo ai piaceri terreni i famosi valori della purezza, della castità e via dicendo...

Sono molte le leggende, entrate a far parte della cultura popolare, su episodi riguardanti la vita del vescovo.

Prima leggenda: narra che Valentino, graziato ed "affidato" ad una nobile famiglia, avrebbe compiuto il miracolo di ridare la vista alla figlia cieca del suo carceriere, Asterius: Valentino, quando stava per essere decapitato, teneramente legato alla giovane, la salutò con un messaggio d'addio che si chiudeva con le parole: dal tuo Valentino ....
(...e già essendo prete questo "teneramente legato" la dice lunga)

Seconda leggenda: narra come un giorno il vescovo, passeggiando, vide due giovani che stavano litigando ed andò loro incontro porgendo una rosa e invitandoli a tenerla unita nelle loro mani: i giovani si allontanarono riconciliati. Un'altra versione di questa leggenda narra che il santo sia riuscito ad ispirare amore ai due giovani facendo volare intorno a loro numerose coppie di piccioni che si scambiavano dolci effusioni di affetto; da questo episodio si crede possa derivare anche la diffusione dell'espressione piccioncini...  (insomma, na sorta di cupido, che al posto delle frecce utilizza le cagate di colombo...)

Terza leggenda: Valentino, già vescovo di Terni, unì in matrimonio la giovane cristiana Serapia, gravemente malata, e il centurione romano Sabino; l'unione era ostacolata dai genitori di lei ma, chiamato dal centurione al capezzale della giovane morente, Valentino battezzò dapprima il giovane soldato e quindi lo unì in matrimonio alla sua amata, prima che entrambi cadessero in un sonno profondo.. (per la serie... buona luna di miele...e amen)

Quarta leggenda: San Valentino possedeva un grande giardino pieno di magnifici fiori dove permetteva a tutti i bambini di giocare e ogni tanto si affacciava dalla sua finestra per sorvegliarli.
Quando veniva sera, dopo aver dato loro la benedizione, regalava a ciascuno un fiore raccomandando di portarlo alle loro mamme: in questo modo otteneva la certezza che sarebbero tornati a casa presto e che avrebbero alimentato il rispetto verso i loro genitori. Da questa leggenda deriverebbe l'usanza di donare dei piccoli regali alle persone a cui vogliamo bene...
(...ma invece di incità al consumismo non poteva sta fermo dico io)

Fatta quindi una panoramica generale su ciò che fa da sfondo a questo avvento, e  assodato che ci siano ragioni socio-culturali per cui questa giornata rappresenti una tradizione rispettabile, è il caso di stilare, come ormai di routine, la classifica dei 10 motivi per cui invece NON vale la pena festeggiare tale ricorrenza.

10 ragioni x odiare San Valentino:

1) Perchè è il giorno più sbagliato per una coppia per fare un'uscita romantica:
- cinquecentomila macchine in più perchè la capienza massima da rispettare dev'essere di due persone pro-auto; ciò comporta relativo intasamento del traffico, aumento dello stress e diminuzione della libido;
- arrivati finalmente al ristorante o pub di destinazione si trovano code chilometriche che si dipartono da fuori, e se pure ti volevi fa uno skifosissimo panino a volo dovevi ricordarti di prenotare 5 giorni prima; ciò nonostante non ti mandano indietro perchè lo scopo della giornata è totalizzare il maggior numero di coperti possibili, per cui aspetti al gelo 3 ore e mezza, finchè non arriva il tuo turno;
- quando poi riesci a sederti finalmente a tavola ti rendi conto durante la cena che qualunque pietanza è frettolosamente arrangiata dal cuoco a causa dell'accalcamento di gente..altro che cibi afrodisiaci....
- come se non bastasse, quando decidi di fare 2 passi sul lungomare x digerire, la zingaretta rompiballe di 95 kili ti insegue per tutta la camminata finchè tu non compri quella maledettissima rosa..che non solo è finta, è pure malauguratamente gialla...
- se proprio poi, la tua carica sessuale è sopravvissuta a tutto questo, ed è talmente alta che non riuscite a resistere fino al rientro a casa, ti danni invano per trovare un parcheggio nel parco della rimembranza ke però è stato preventivamente invaso da altri allupati più previdenti di te.......

2) Perchè, per gli ecologisti come me, è assolutamente impensabile lo spreco, con relativo disboscamento, di una quantità così ingente di fiori  per rendere omaggio a chi, dopo l'iniziale espressione stupita di compiacimento, riporrà quel piccolo rametto moribondo sciattamente in un vaso, senza magari averne nemmeno annusato l'essenza, o peggio ancora se ne dimenticherà in auto....

3) Perchè dal primo pomeriggio inizia imperterrita l'escalation di telefonate dei tuoi amici più ritardatari, che si erano totalmente dimenticati di questa ricorrenza e ti rompono i maroni per avere da te consigli immediati sul regalo da fare al loro fidanzato...

4) Perchè la tv e i cartelloni pubblicitari sono invasi da spot inneggianti al consumismo: ciondoli di forma fallica, dolciumi a cuore, pupazzetti storpi, bigliettini con frasi riciclate... Più tentano di inclulcarti un'idea originale, più finisci con lo scadere nel baratro della banalità.

5) Perchè se passi davanti ai negozi e vedi tutte quelle scatole di cioccolattini inizi a maledire il tuo dietologo e pensi che se solo qualcuno te ne regalasse una confezione avresti un motivo valido per trasgredire (dopotutto a caval donato non si guarda in bocca)...ma alla fine, dato che nessuno ti caga, finisci con il comprartela stesso tu come antidepressivo, e dopo ti senti pure in colpa.

6) Perchè è il giorno in cui molti di coloro che non soffrono di diabete avrebbero bisogno di una cospiqua dose di insulina... Sono allergica alle colate di miele, e non di meno alle spremute di cuore. Rabbrividisco al pensiero di quelle vocine inebetite degli amanti, che si parlano tra loro come 2 menomati avanti mezzo neurone pro-capite. Mi viene la carie ai denti solo all'ascolto di quei nomignoli vomitevoli come "ciccino, pucciosino, batuffolino e cetriolino".... Per non parlare delle ultime tendenze di scriversi murales sottoforma di acronimi come "TVUCDB"..."Io & te 3MSC"... (o la variante "4MSC..xkè a 3 c'sta troppa gent)..."HVDT"...striscioni sui cavalcavia...e della pessima trovata dei catenacci sul ponte Milvio.....

7) Perchè non posso mai pensare di vedere in televisione, tutti concentrati nello stesso giorno, film strappa lacrime e incitanti all'impiccagione come Ghost, Titanic, Via col vento, Pearl Habour e L'ultimo bacio....

8) Perchè San Valentino  è pure un giorno feriale, ekkekkazzo!!

9) Perchè fa pensare a quando in passato lo hai festeggiato con gli occhi a cuoricino anche tu, mentre ora ti trovi a dover supportare anche tu la cagata della festa di "San Faustino" (che dei single non se n'è mai fregato un cazzo...)

10) E perchè, vaffanculo, se amassi san valentino rientrerei nella categoria dei single "sfigati-sognatori" precedentemente descritta, e devo essere coerente con me stessa!!


PeSsIMo SaN VaLeNTiNo

a TuTTi

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mercoledì, 13 febbraio 2008

QUESTIONE DI BINARIO - parte 2

Prima di arrivare a quel fatidico momento in cui due persone decidono di trasformare l'iniziale frequentazione in qualcosa di "più serio" devono verificarsi una serie di presupposti.
Partiamo dagli esordi:


NOTARSI

Quando due persone si incontrano per la prima volta, a farla da padrone è l'impatto estetico. L'attrazione fisica è la componente fondamentale che da modo di poter effettuare una prima cernita tra ciò che ci piace e ciò che non ci piace.
Fondamentali sono i gesti del corpo, il portamento, il linguaggio delle mani, tutto ciò che riguarda quindi il modo di porsi.
Basta un ammiccament, un sorriso in più, un incrocio di sguardi per suscitare curiosità in colui cui lo si rivolge.


L'APPROCCIO
Trovare una scusa originale per attaccare bottone diventa sempre più arduo, soprattutto rapportato ai contesti dove avviene l'incontro.
Eccone alcuni esempi, con relative possibilità di risposta, che lasciano presagire un semaforo verde o un due di picche:


x: Hai da accendere?
y: no mi dispiace, però se mi offri una sigaretta...
y: si, per darti fuoco?

x: Sai l'ora?
y: si...come mai, vai di fretta?
y: si...è l'ora che tu sparisca

x: sai dirmi dov'è il bagno?
y: si, se vuoi ti accompagno..
y: si..di fronte a me

x: scommetto che io e te abbiamo qualcosa in comune...
y: ...ma dai...cosa te lo fa pensare?
y: ...davvero? pur a te t'piac o cazz?

x: ciao, ti va di bere qualcosa?
y: ...mmm..ok grazie, volentieri...
y: ...per dimenticare questo spiacevole incontro?

x: sei bellissima
y: grazie...sei molto gentile...
y: peccato non poter dire il contrario...

x: hai una faccia conosciuta, ci siamo già visti da qualche parte?
Y: fammi pensare... forse abbiamo amici in comune..
Y: se avessi visto prima io te di certo sarebbe stata l'unica volta


LA CONOSCENZA

Quando ormai il ghiaccio è stato rotto si cerca di instaurare un dialogo, di stabilire un feeling, e quelora questo avvenga non rimane che stendere le basi per riproporre l'incontro in un secondo momento: scatta la fatidica fase della richiesta del numero. Questa prevede 3 opossibili epiloghi:
x prende il numero di y
x da il numero a y
x e y si scambiano il numero.
Chiaramente la terza condizione è quella più favorevole, in quanto è sottointeso il reciproco piacere di rivedersi.


L'INTERMINABILE ATTESA
Una delle fasi cruciali nell'approccio è quella che comprende il periodo che intercorre tra la disponibilità materiale di un recapito e l'effettiva utilizzazione dello stesso. Ecco che qui si possono verificare le seguenti condizioni:
x (che ha il numero di y)
 a) chiama il giorno dopo - o è interessato o allupatissimo -
 b) chiama dopo un mese - quando nrispolvera la rubrica xkè non ha niente da fare -
 c) non chiama
x (c he ha dato il numero a y)
 a) attende speranzoso la telefonata e si carica di aspettative - o è interessato o allupatissimo -
 b) ha piacere di ricevere la telefonata di y, ma in alternativa c'è pur sempre z, j, k, w ...
 c) ha dato il numero a y solo perchè se no pareva brutto
x e y hanno i loro reciproci numeri
 a) uno dei due fa il primo passo
 b) aspettano che sia l'altro a farsi vivo
 c) archiviano reciprocamente quel numero in fondo alla rubrica


LA TELEFONATA

Arriva il momento in cui uno dei 2 si da una mossa (presumibilmente entro pochi giorni dal primo incontro).
Non resta che decidersi sul da farsi. Il segnale è palese: chi chiama ha voglia di avere un secondo incontro, che sia con la proposta di un caffè, di una giro in auto o di rivedersi in un contesto neutro (es: andando in uno stesso bar con rispettivi amici).
Per cui:
 a) y accetta di buon grado e fissa appuntamento con x
 b) y si lascia prendere dallo scetticismo e preferisce rimandare a oltranza
 c) y non ha la minima intenzione di rivedere x e inventa delle scuse

 


 
1°APPUNTAMENTO

E'il momento in cui vanno giocate tutte le carte a disposizione per suscitare l'interesse dell'altro e in cui si attribuisce uno scopo all'incontro. Spesso l'obbiettivo è tutt'altro che definito: è stesso nella situazione che si bilanciano le sensazioni provate indirizzandole su una scala da 1 a 10.

1° gradino: ti domandi se x abbia avuto un incidente in nottata che lo abbia deturpato a tali livelli. puzza ed è anke dislessico. dopo pochi minuti fingi un malore, contemporaneamente "ti ricordi" che la tua migliore amica sta per partorire e non puoi mancare all'evento, intanto ti eri dimenticata il gas acceso a casa e tua madre se non ti trova a casa ti uccide perchè eri in punizione... ritirata immediataaaa
2° gradino: credi che x ti abbia teso una trappola facendo uscire al suo posto un suo amico brutto e sfigatissimo, non vedi l'ora di fuggire e metti subito le mani avanti dicendo che in fondo non era proprio la giornata adatta per uscire... ti è morto il gatto e l'indomani hai anche un esame.. tempo di un caffè sorseggiato in tempi recordo e casa.
3° gradino: x non ti piace affatto, non è per niente il tuo tipo, non trovi affinità e ti da anche ai nervi. fingi un imprevisto per farti riaccompagnare a casa.
4° gradino: x non ti piace molto, non è scattato nulla, lo trovi insipido e poco interessante. se ti chiede se hai orario rispondi che la mattina seguente devi svegliarti prestissimo...
5° gradino: non sei rimasta contentissima dell'incontro, ricordavi x più carino, e non è poi così simpatico, ma tutto sommato poteva andarti molto peggio. provi a non rendere la situazione + spiacevole di quella che è lasciando che il tempo faccia il suo corso. di rivederlo puoi fare a meno.
6° gradino: ritieni che x non sia così male ma c'è qualcosa che non ti convince, deciderai sul momento se ti andrà di uscirci nuovamente. lo studi scrutandone gli atteggiamenti e sorridendo nei momenti di imbarazzo.
7° gradino: l'incontro non ti ha entusiasmato a livelli eccelsi ma credi ugualmente ci siano i presupposti per un secondo appuntamento. gli fai capire che tutto sommato sei stata bene e magari scappa nel discorso un "la prossima volta..."
8° gradino: x ti piace, ti andrebbe volentieri di rivederlo per capire se tra voi può funzionare. avresti piacere se si sbilanciasse un pò di più sulle prime impressioni e speri ti dica che avrebbe voglia di conoscerti meglio.
9° gradino: x ti ha colpito e non vedi l'ora di fissare una nuova uscita, senti che potrebbe essere la persona che cercavi, stare in sua compagnia è davvero piacevole e già prospetti una prossima indimenticabile esterna.
10°gradino: situazione utopica: colpo di fulmine, sei in visibilio, senti di poterti sbilanciare e di dire che a pelle hai finalmente trovato il principe azzurro.


LA CONFERMA
Se il livello di gradimento ha interessato la fascia compresa tra il 6° e l'ultimo gradino, si verifica l'attesa della fatidica telefonata a freddo, con relative impressioni sulla serata trascorsa e accenno ad una proposta di reincontro.

Si possono verificare le seguenti condizioni:

Se x rivedendo y ha provato emozioni classificabili nella scala di valori che va dal gradino 10 all'8:
a) x manderà a y un messaggio la sera stessa x appurare le sue impressioni positive, richiamerà il giorno dopo con l'intento di fissare un nuovo appuntamento
b) x si farà sentire entro un paio di giorni al massimo, circondando y di piccole attenzioni come un messaggini e qualche telefonata
c) x strategicamente ci va con i piedi di piombo e cerca un confronto con y per conoscere le sue impressioni

Se x rivedendo y ha provato emozioni classificabili nella porzione della scala che va da 7 a 6:
a) x richiamerà y entro una settimana, si farà sentire, ma sporadicamente, accennando all'ipotesi di rivedersi.
b) x richiamerà y ma aspetterà che sia questi a dare un segnale per un eventuale futuro reincontro
c) x aspetta che sia y a richiamare

Se x rivedendo y ha provato emozioni classificabili nella porzione della scala che va da 5 a 4:
a) x richiamerà y entro un mese se non ha trovato nessuna alternativa maggiormente stimolante
b) x richiamerà y per farsi presentare l'amica
c) x non richiamerà y


Se x rivedendo y ha provato emozioni classificabili nella porzione della scala che va da 3 a 1:
a) x non richiamerà mai più y
b) x non vorrebbe mai essere chiamato da y
c) x cambia numero di telefono


LA DIREZIONE
Se il primo incontro serve a constatare il verificarsi o meno dell'accendersi di una curiosità verso l'altra persona, il prospettare un secondo appuntamento è determinante. Questo è il chiaro segno di un interesse reciproco..il punto è, su quale direzione viaggia questo interesse?
Le possibilità da parte di ciascuno sono:
a) interesse puramente fisico: l'attrazione è l'unica cosa che spinge x verso y e difficilmente questo potrà evolvere in qualcosa di più profondo
b) interesse mentale: x è molto affascinato da ciò che y può riservargli, è incuriosito e attratto dalla sua personalità
c) interesse mirato alla conoscenza: x non sa cosa aspettarsi da y ma non pone limiti alla provvidenza e, coerentemente al proprio spirito fatalista, si lascia trasportare dalle sensazioni che il destino riserva.
d) interesse "disinteressato": x non prova entusiasmo nel rivedere y, se non esclusivamente a fini amichevoli
e) interesse passeggero: a x va di vedere y limitatamente a quel lasso di tempo, senza ipotizzare alcuna prospettiva futura


DAL 3° in POI
Arrivare a un terzo appuntamento rende già possibile una prima cernita:
il caso d e quello e, tanto per cominciare, non dovrebbero rientrare, in quanto, in entrambi i casi, x non ricercherebbe un ennesimo appuntamento "a tu per tu".
Possiamo quindi analizzare uno alla volta le direzioni superstiti.

Nel caso di interesse puramente fisico possiamo suddividere a sua volta tale fascia in 2 categorie:
x e y fanno sesso
 a) x ha ottenuto ciò che voleva e sparisce
 b) x ha molta affinità sessuale con y e ne ricorre esclusivamente per sfogare i propri bollori
 c) x inizia a interessarsi a y anche fuori dal letto
x e y non fanno sesso
 a) x si scoccia di attendere i tempi di y e si lancia su una preda più abbordabile
 b) x si concede ulteriori uscite in vista della premiazione di tale attesa
 c) nell'attendere il fatidico momento, x inizia a scoprire interesse per y diverso da quello fisico

Nel caso di interesse mentale:
a) x scopre che y è irrimediabilmente una delusione rispetto a ciò che aveva ipotizzato e sparisce
b) x affronta vari discorsi con y ma manca quel quid in più, ci esce per sport o sparisce
c) x è fortemente stimolato dalla conoscenza con y e si sente sempre più attratto


Nel caso di interesse mirato alla conoscenza:
a) x ritiene che non ci sia niente di particolare ad attirarlo di y e sparisce
b) x non ha grandissima affinità con y e ci esce fin tanto che non ha di meglio da fare
c) x è soddisfatto di ciò che y riesce a trasmettergli


Qualunque sia la direzione scelta da entrambe le parti, qualora l'opzione verso cui entrambi si indirizzano ha a che vedere con la lettera c, si da il caso che è possibile parlare di una frequentazione.
Ritorniamo però all'originale nocciolo della questione: il fidanzamento.

Esiste una differenza tra il "frequentarsi" e l'essere fidanzati?

Di fatto no. Ma la sola idea di essere ufficialmente "proprietà" di qualcuno ci terrorizza. Il passaggio dall'uscire con qualcuno al definirlo "proprio ragazzo" è assolutamente sottile ma risulta molto più tortuoso in pratica di quanto non lo sia in teoria. In fin dei conti, come ribadito nella prima parte del post precedente, non esiste alcun vincolo che imponga dei doveri a chi si impegni in questo tipo di relazione, ma di fatto spaventa l'immaginarsi limitati o soffocati da qualcosa esterno dalla nostra volontà.

Perchè, dunque, tutta questa avversione per il rapporto di coppia?
La risposta è da ascriversi a 2 fondamentali motivi:
1) L'egoismo che ci caratterizza tende a prospettare una visione di relazione estremamente possessiva, dando per scontato che lo stare con qualcuno significhi dover rinunciare alle nostre abitudini, ai nostri piaceri e essere rinchiusi in una specie di gabbia di finto perbenismo.
2) La molteplicità delle possibilità che oggigiorno ci circondano sono il vero male della nostra società in quanto ci spronano a non accontentarci mai di ciò che abbiamo, e a pretendere sempre di più. Per tal motivo stentiamo ad essere soddisfatti di ciò che abbiamo e miriamo sempre a trovare nuovi stimoli. La frenesia del quotidiano ci induce a non considerare sul vocabolario la parola pazienza e a rincorrere vorticosamente una meta dopo l'altra, senza degustare il piacere che si possa provare durante il cammino.

IL BINARIO
Trovare la persona giusta non è condizione strettamente dipendente dal soggetto con cui ti rapporti, da ciò che ti trasmette, nè questione di fortuna. E' anche questione di binario. Vale dire, non solo della predisposizione reciproca che si ha verso un rapporto in quel momento, ma anche del tipo di visione che si abbia in merito ad una relazione.
A tal proposito è possibile distinguere 3 tipi di binario:
1) Binario a doppio senso: rappresentante una persona dalla mentalità aperta, in grado di non precludersi una cosa per cui pensa possa valere la pena rischiare,e che è consapevole, che in qualunque momento si può tornare indietro.
2) Binario circolare: rappresentante una persona che vive la propria vita a fasi di transizione; nel rapporto coniugale si lascia condizionare da vari stimoli, va in un solo senso, ma poi ritorna sui propri passi finendo per lasciarsi andare.
3) Binario a senso unico: rappresentante una persona assolutamente prevenuta nel rapporto di coppia, della serie "quando sarà il momento ci penserò", in quanto convinta che l'essere fidanzati costituisca un grosso limite alla propria indipendenza, fondamentamente perchè è essa stessa incapace di concepire un rapporto non totalitario.
L'avere o meno "la testa" per stare con qualcuno è intimamente connesso a fattori come l'essere reduce da una storia importante (la quale, spesso e volentieri è la causa fondamentale dell'allergia alla stabilità), dal desiderio di non voler reinvestire se stesso in qualcosa che possa segnare (e come dice cohelo: "la paura di soffrire è peggiore della sofferenza stessa"), dall'intenzione di fare più esperienze (magari recuperando il tempo perduto) e di non dover rendere conto a nessuno delle proprie azioni.

Quando davvero una persona ci piace e riteniamo che sia possibile trovare dei punti in comune, bisogna far conto con la possibilità che per questa il momento non predisponga a favore e, peggio ancora, che il binario su cui questa si trovi a passare sia a senso unico (e salire su quel treno, tra l'altro, finirebbe col diventare un'autocondanna all'infelicità).
Per quanto quel treno possa essere giusto, per quanto si possano inviare segnali e cercare di trovare una direzione comune, il viaggiare su una stessa linea d'onda rappresenta la sintonia basilare per poter costruire qualcosa. Puoi mandare segnali di fumo, luci intermittenti, allarmi sonori, se quel treno ha ormai ingranato la marcia, non lo si può fermare, al massimo si può provare ad aspettare che ripassi...(vedi binario circolare).
D'altronde se prima il gioco delle coppie prevedeva che fosse l'uomo l'inguaribile romantico a dannarsi per ottenere anche un solo sguardo della sua donna idealizzata, adesso i ruoli sono totalmente sconbussolati per cui abbiamo più passeggere che "trene"... Non è affatto più scontato che sia l'uomo a dover farsi avanti per primo. Direi anzi che il tasso di sonnolenza che incombe su parte del genere maschile è di gran lunga compensato dalla iperattività femminile che, a suon di provocazioni e proposte indecenti cerca di farsi valere (sarà per scongiurare il famoso detto del "chi dorme non piglia pesci"? )...

LA TEMUTA COLLISIONE
Bisogna rassegnarsi all'idea che la vita coniugale fa paura..
Fidanzamento è, inevitabilmente associato al concetto di monotonia.
Perchè il realizzarsi di questo dualismo?
La cosa più sbagliata, nel vivere una storia d'amore, è quella di pensare di dover escludere automaticamente tutte le attività che prima erano usuali, mettere da parte gli amici, rinunciare alla serata in discoteca barattandola con la visione del più palloso dei film romantici, rendere priorità una cosa che, a macchia d'olio, finisce con l'invadere tutti i campi della propria vita.
Ma fintanto che la mentalità continuerà ad essere bigotta inquadrando ciò in una visione estremamente ristretta, l'avere una persona da definire "ragazza" risulterà davvero l'ennesima minaccia alla nostra libertà, sconfinante nel senso di oppressione.
Il paradosso è che chi appoggia questa opinione in realtà inconsciamente riflette il proprio modo di rapportarsi con l'altro sesso, poichè, non a caso, la predica deriva sempre dal pulpito meno adatto.. Vale a dire, proprio chi attribuisce al concetto del fidanzamento l'immagine di un qualcosa di assolutamente insidioso e dispotico, è in realtà il primo soggetto a pretendere di ottenere il controllo sulla vita dell'altro.

Se solo le menti si aprissero a pensare che lo stare insieme non significa rinunciare alla propria identità, annullarsi in funzione dell'altro o mettere paletti alla propria vita (il cosiddetto prodigio del "mettere la testa a posto"), evidentemente avremmo meno treni e più binari.
Completarsi con una persona vuol dire aggiungere un quid in più alla propria vita, darle sapore arricchendola di sensazioni nuove,
poter contare su qualcuno che possa rappresentare un punto di riferimento e con cui scambiare incondizionatamente affetto..
Le responsabilità che ci si assumono fidanzandosi sono molto meno onerose di quanto si voglia farle sembrare, il dilemma è riuscire a trovare una persona con cui stabilire un equilibrio sano, limitando le paranoie e le gelosie ingiustificate.

DERAGLIAMENTI INUSUALI
Ultimamente però è in voga un atteggiamento assolutamente controcorrente, che non prevede nemmeno l'instaurarsi di una frequentazione, quasi come se il pensiero comune si facesse guidare dalla legge del "tutto o del nulla". L'anomalia sta nel fatto che le tappe della conoscenza finiscono con l'esaurirsi al primo appuntamento perchè, per quanto una persona ti abbia colpito, incombe una sorta di pigrizia che porta a lasciare scorrere le cose in maniera del tutto ignava. I ragazzi di oggigiorno sono degli irrimediabili passivi, si lasciano scorrere tutto addosso peccando di accidia, senza far niente per ottenere un qualcosa ke frutterebbe in primis a loro stessi. Sia anche per il solo desiderio di portarsi a letto una ragazza, non esiste più lo scervellamento tattico per accalappiarsi una sua attenzione, o anche barbaramente per scimunirla e illuderla propinando una marea di cazzate abbabbiatrici. Se glie la dai la prima sera è bene, tutto fa brodo, senò  non stanno a perdere altro tempo e passano avanti.
E' veramente sorprendente il come siano cambiati i contesti nei quali ci troviamo ad agire, i comportamenti che assumiamo sono in completa antitesi con quello che predichiamo di volere. L'attitudine a coltivare un qualcosa che possa farci stare bene è stata scalzata dalla facilità con cui possiamo ottenere piccole gioie fugaci. Non ci si mette più in gioco perchè non si è più disposti a rischiare: il dogma è punta più in alto possibile con il minimo investimento.


QueStO PeSSiMo PoSt è StAtO PaRtOrItO dA shampu1234

alle 22:46
X QuAnTo RiGuArDa amore, sesso, indagini e dubbi

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martedì, 05 febbraio 2008

Questione di binario - parte uno -

Terminologia:

"Fidanzamento...promessa verbale di matrimonio talvolta solennizzata con un ritrovo ufficiale al quale partecipano parenti e amici"..
secondo le consuetudini, in base alla lingua italiana, dunque, il decidere di stare insieme costituirebbe una specie di preludio all'illustre sacramento...

Certo, come no....Esattamente come oggigiorno aggiungerei... ><°
..perchè se ormai si da al matrimonio lo stesso significato che viene attribuito dalle soap americane, come nei più lampanti esempi tra Ridge e Brooke di Beautiful, direi che il fidanzamento potrebbe anche considerarsi tale.
Ma dal momento che abbiamo ancora un minimo di rispetto per noi stessi, (ne abbiamo vero?), e che solo alla nomina della parola MATRIMONIO cominciamo a rabbrividire collegandolo al concetto dell'ultratemporaneità e del teorico "per sempre", (bhauhauauahua...mi si sta accapponando la pelle), mi dispiace dover contestare ai dizionari odierni la necessità di rivedere un pochino i termini che ormai hanno assunto tutt'altre connotazioni.
Se si potesse optare per una redifinizione del vocabolo, la mia versione sarebbe "rapporto stipulato tra due persone senza alcun contratto scritto, legame pressocchè virtuale basato sulla reciproca promessa di non tradirsi l'un l'altro e di rispettare quelle che sono le semplici norme del buon senso e del quieto vivere".

Il caso:

Ora mi domando, dal momento che questa scelta non comporta compromissioni di alcun genere, niente doveri nei confronti di coniugi o terzi, tantomeno spese legali o contributi per gli alimenti in caso di rottura, perchè la gente risulta quasi inconsciamente prevenuta nei confronti di questo tipo di relazione??
..al punto che se ti permetti di domandare timidamente a qualcuno, ke hai visto poc'ansi in atteggiamenti equivoci , "ma quella è la tua ragazza?", sembra quasi, data la sua espressione, gli stessi chiedendo "ma che cazzo te sei magnato a cena? un pacco di lombrichi brulicanti direttamente provenienti da carne amuffita?!!? che era?!! vomito di lama??!!!"
...La reazione è attribuibile a quella di un sonoro "OHHHHHH!! MA PER CHI MI HAI PRESO?? ...Fidanzato?? IOOOO?!?!? ...No ma mi vedi??? Non ci pensare nemmeno!!!", con tanto di tratti somatici paragonabili a un ritratto di picasso e scatto all'indietro annesso....Ma stai placido dico io, non è mica come avere la lebbra...Perchè tutta questa riluttanza al solo pensiero di definire qualcuno fidanzato? Che c'è qualcuno che stanotte ha letto sul vocabolario sta parola e si crede che per farlo deve prima andà a comprà le fedi???
E' il caso di riflettere...

Il dubbio:
 
Perchè una cosa che dovrebbe essere considerata così bella, come quella di completarsi vicendevolmente, rischia di diventare quasi il nuovo tabù dell'uomo moderno?

GLI S-COPPIATI

L'ipotesi:

Beh tanto per cominciare una delle conquiste che vanta la nostra società è quella dell'inossidabile rimonta dei single... perchè se prima si chiamavano zitelle e scapoli, e suonava quasi come una categoria di disperati bisbetici, ebbene si...ora i vecchi solitari mutano forma... E dalla connotazione del "solo..perchè nessuno te piglia", siamo passati al "da solo... PER SCELTA....perchè IO VALGO....perchè sono figo e così faccio ciò che mi pare, perchè mi posso esprimere al meglio e mi faccio quanti e come voglio"...insomma...Ora alla parola single viene associata un'immagine dinamica, di una persona in carriera, fortemente contesa, che ha solo l'imbarazzo della scelta, e che per l'appunto si propone di permanere in questo status di libertà viigile finchè proprio non dovesse affiorare insistentemente la voglia di costruire una famiglia. Anche perchè, diciamoci la verità, se in passato c'era uno stretto nesso che legava questo status all'età, oramai la soglia che limitava questa fase di transizione ai primi anni della gioventù si estende di gran lunga, comprendendo anche coloro che, pur essendo  ben sopra gli "anta", sembrano rispecchiare a pieno la figura designata... Diviene quindi obsoleto pensare che vi sia un "età da marito", essendo un single di piena regola circondato di prospettive interessanti e occasioni, che rendono possibile, in qualunque momento, l'eventuale indirizzo verso una svolta familiare.

Se prima il concetto era impiantato sull'idea che stando insieme a qualcuno era sicuro che almeno na passera ce l'avevi assicurata, ora il motto è che "meno sei con qualcuno, più sei con tanti"...insomma più trombi a volontà...
Se non ti leghi, hai un range di passere più ampio da cui attingere... anche perchè, ormai è testato, più ne hai avute, più ne continuerai ad avere... Non funziona secondo alcuna "regola di saturazione", nè curva logaritmica, in base alla quale dopo aver raggiunto un picco le opportunità vadano scemando.... E' na macchia d'olio che man mano cattura tutte le goccioline circostanti...più ne hai più se ne richiamano altre... (anche perchè quelle già avute nn è detto che non siano riutilizzabili)...

Mentre là dove, con parsimonia si cerca di non abusare della libertà che l'essere single ti concede di sfruttare, rischi solo di fare la figura dello sfigato, ri-inabissandoti nell'antica condizione indesiderata...e anzichè scelta, ci si ritrova a parlare do evenienza subita.

Classificazione:

A tal proposito, come in un girone dantesco, in antitesi al prototipo di "single propriamente detto", è possibile stilare una lista di ben 10 categorie che rappresentano un'estenzione della condizione "single-sfigati":

1) I sognatori... quelli che aspettano che finalmente dal camino, tra le renne di babbo natale, spunti l'agognato principe azzurro, con tanto di cavallo bianco e abbigliamento alla mago zurlì...E intanto vivono nel loro mondo fatato ignorando i piaceri terreni...



2) Gli esigenti, coloro che non si accontentano mai e vanno sempre pescando il famoso pelo nell'uovo.. Eternamente insoddisfatti, sono alla ricerca di una condizione ideale che pregiudica qualunque grado di tolleranza... Consiglio di barattare l'occhio di bue per una frittata..



3) Gli stressati: sono quelli troppo impegnati in altre attività (lavoro, studio, passatempi, sport) per cercare un partner.. A tal proposito c'è chi si propone di farlo per voi... Poi non rompete i coglioni se il vostro migliore amico vi presenta la cugina cozza della sua fidanzata....



4) I timidi: quelli perennemente impacciati nell'approccio, che non riescono ad esporsi per paura di prendere una cantonata, vivono periodi di lungo letargo nella stagione degli amori... e quando finalmente si decisono ad uscire dal guscio la magra invernale è appena iniziata...



5) Gli arrabbiati: coloro che lo hanno preso talmente di quelle volte a quel servizio da non aver più fiducia nell'amore...e così ragionano secondo la regola "fotti per non essere fottuto"...peccato poi che dall'altra parte c'è chi accetta di buon grado...



6) I solitari: coloro che preferiscono, ad una bella serata in discoteca o con gli amici, la compagnia di un buon libro, del computer o un programma televisivo..  nei momenti di amor proprio, al massimo si concedono un incontro 5 a uno....



7) I nostalgici: quelli legati indissolubilmente al passato... si portano dietro come un'ombra il fantasma del proprio ex e non si astengono dal fare paragoni...e così si ritrovano a ripiombare nello sconforto dopo aver rispolverato di tanto in tanto il famoso "richiamino" a sfondo sessuale...



8) I not-cool: coloro che ritengono che non si sentono all'altezza di poter fare colpo, che hanno bisogno di essere spronati, e ritengono che per poter conquistare una persona ci voglia uno sharm di cui non sono detentori...è sui dubbi di questi soggetti che si fonda il successo di men's health e di cosmopolitan...



9) I sicuri di sè: quelli che sono convinti di essere troppo sprecati con qualcuno che non rispecchi canoni di un certo livello, e così vivono con la speranza che la clonazione umana possa essere sfruttata per riprodurre un essere di sesso opposto, a propria immagine e somiglianza....



10) I brutti: quelli, che più di tutti, si beccano la denominazione di "single per scelta...degli altri"... nessuno se li fila per via del loro aspetto anti-stimolo (eccetto quello del vomito e della defecazione)... Cercano di puntare normalmente su armi alternative come la gentilezza, il romanticismo, la simpatia..(confidiamo nel postulato che uno che è un cesso sia almeno simpatico)...ma in casi estremi, in cui nessuno dei suddetti pregi estorca effetti desiderati si consiglia di ricorrere al brutto anatroccolo.....


QueStO PeSSiMo PoSt è StAtO PaRtOrItO dA shampu1234

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Il mio nome è

e sono nata a Napoli il 18 febbraio dell'84. Sono Acquario e tengo molto al mio segno.. Studio alla facoltà di medicina veterinaria xkè gli animali sn da sempre la mia passione... Il mio hobby principale ultimamente è il pc... per il resto lavoro spesso in discoteca come cameriera, adoro andare a ballare e il genere musicale che preferisco è l'hiphop.. Mi piace disegnare anche se raramente riesco a ritagliare 1 pò di tempo x farlo...Amo viaggiare e ho vissuto un anno a Barcelona per erasmus.

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